Gasolio: scade lo sconto sulle accise, l'autotrasporto chiede regole contrattuali stabili
Il 10 settembre 2026 giunge al termine la riduzione temporanea delle accise sul gasolio, la misura introdotta per mitigare i forti rialzi dei prezzi dei carburanti. Senza nuovi interventi di proroga, gli aumenti pesano interamente sulle spese operative del trasporto merci, in un contesto di mercato che vede i listini mantenersi su livelli elevati.
Stando ai dati dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese, il costo medio nazionale del gasolio in modalità self-service ha toccato i 2,184 euro al litro sulla viabilità ordinaria, registrando una crescita di 0,7 centesimi rispetto al giorno precedente. Sulla rete autostradale il valore medio si attesta invece a 2,258 euro al litro, con un incremento giornaliero di un centesimo. Nel periodo compreso tra il 6 e il 10 settembre, l’aliquota dell’accisa fissata a 532,90 euro per mille litri consentiva un risparmio di circa 17 centesimi al litro. In assenza di ulteriori agevolazioni, il rifornimento per un serbatoio da 500 litri su un mezzo pesante raggiunge ora i 1.092 euro su strada ordinaria e i 1.129 euro in autostrada.
In concomitanza con la scadenza, Federtrasporti ha espresso una posizione decisa attraverso il presidente Claudio Villa, evidenziando come la priorità del comparto non sia la ricerca di continue proroghe dell’ultima ora, bensì la definizione di una norma chiara. L’associazione sostiene che le fluttuazioni del gasolio debbano essere gestite mediante regole contrattuali certe e non attraverso finanziamenti occasionali. Nello specifico, si propone l’applicazione sistematica del meccanismo di sovrapprezzo (fuel surcharge), che adegua in modo automatico i corrispettivi di trasporto alle variazioni del prezzo dei carburanti.
Il presidente di Federtrasporti ha inoltre criticato le complessità burocratiche legate al credito d’imposta affiancato al taglio accise, contrapponendole alla linearità del tradizionale sistema di recupero accise, basato sulla misura fissa di 26,5 centesimi al litro. Per tutelare le imprese, l’associazione chiede anche la possibilità di impiegare tali crediti oltre il termine del 31 dicembre 2026.
Per chi lavora quotidianamente nella distribuzione merci e nei servizi di consegna, il ritorno alle aliquote piene si traduce in un immediato aumento dei costi vivi. In questo contesto, l’introduzione di strumenti di adeguamento automatico dei prezzi nei contratti rappresenta un punto centrale per salvaguardare l’equilibrio economico delle flotte e degli autisti.