Camion elettrici in Europa: crescono le vendite nel 2026, ma pesa il ritardo delle colonnine
Nel corso della prima metà del 2026, il mercato europeo dei mezzi pesanti a batteria ha mostrato una netta accelerazione. Secondo i dati di settore, le immatricolazioni di camion elettrici nell’Unione Europea sono aumentate del 47,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo una quota del 4,8% sul totale del nuovo, contro il 3,6% registrato nel 2025.
Nonostante l’avanzamento, il parco circolante di nuova immatricolazione resta quasi totalmente ancorato al gasolio, che copre ancora il 92,1% del mercato. L’adozione della trazione a zero emissioni risulta inoltre fortemente sbilanciata a livello geografico: quasi tre quarti delle vendite complessive di camion a batteria si concentrano infatti in soli tre Paesi, ovvero Germania, Paesi Bassi e Francia.
Il freno principale alla transizione non risiede più nell’offerta tecnica dei costruttori, che mettono a disposizione mezzi elettrici con percorrenze dichiarate superiori a 500 km e varianti a celle a combustibile fino a 700-800 km. Il punto critico riguarda l’infrastruttura di supporto. Sul territorio comunitario sono attivi circa 1.100 punti di ricarica pubblici da almeno 350 kW adatti ai veicoli pesanti, un numero estremamente distante dai circa 50.000 punti stimati come necessari entro il 2030 (tra cui 35.000 postazioni ad altissima potenza MCS). Un ritardo analogo coinvolge l’idrogeno, con appena 216 stazioni censite a fronte delle oltre 2.000 richieste dagli operatori industriali.
In occasione dell’apertura del salone IAA di Hannover, l’associazione dell’industria automobilistica tedesca VDA, guidata da Hildegard Müller, ha evidenziato come le lentezze nelle autorizzazioni, i costi dell’energia e i ritardi di connessione alla rete elettrica stiano rallentando le flotte. In questo scenario si inserisce anche la crescente pressione commerciale dei costruttori cinesi: marchi come Sany hanno già veicoli operativi sulle strade tedesche, mentre realtà come SuperPanther e Sinotruk hanno avviato attività di assemblaggio in Austria, presentandosi con veicoli pronti per le consegne sul mercato europeo.