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Il futuro del trasporto merci secondo DHL: elettrificazione, batterie al sodio e nuove soluzioni

Courvia News 9 ottobre 2026 2 min di lettura

Nell’ottava edizione del Logistics Trend Radar, diffusa a settembre 2026, DHL traccia l’evoluzione delle principali tecnologie destinate a trasformare il settore dei trasporti e delle consegne. Lo studio, aggiornato ogni due anni, dedica un’attenzione specifica alla transizione energetica della flotta e alle soluzioni di ultima generazione.

Per quanto riguarda i veicoli industriali medi e pesanti, l’adozione su larga scala è stimata tra i cinque e i dieci anni. Il mercato globale ha registrato una forte accelerazione nel 2024 con oltre 90.000 unità vendute, segnando un incremento vicina all’80%. L’arrivo sul mercato di camion in grado di raggiungere circa 700 chilometri di autonomia e la diffusione della ricarica in megawatt (Mcs) — capace di portare l’accumulatore dal 20% all’80% in 40 minuti — stanno consentendo l’impiego dei mezzi elettrici anche oltre l’ambito regionale. Permangono tuttavia criticità legate alla riduzione della portata utile dovuta al peso dei pacchi batterie e alla tenuta delle infrastrutture di rete.

Nel comparto dei veicoli commerciali leggeri la transizione è in una fase più avanzata, con un orizzonte di adozione diffusa entro cinque anni. Nel 2024 le vendite mondiali hanno superato i 600.000 esemplari (+40%), mentre la quota di mezzi elettrici impiegati da DHL per l’ultimo chilometro ha toccato il 46,2%. Un’importante spinta verso l’efficienza potrebbe arrivare dalle batterie al sodio: con un costo stimato in circa 51 euro per kWh (rispetto ai 64 euro delle tradizionali celle al litio), i test condotti da Catl indicano il mantenimento del 90% dell’autonomia anche a temperature estreme di -40 °C.

Il report analizza infine l’impiego dei droni e i cambiamenti nella gestione degli imballaggi. I vettori aerei senza equipaggio si stanno focalizzando su tratte programmate tra 20 e 120 km per il collegamento di ospedali, laboratori e siti industriali, con una diffusione condizionata dalle normative e dall’accettazione pubblica. Sul fronte dei materiali di confezionamento, mentre le tipologie attive rappresentano il 40% del mercato, l’applicazione del regolamento europeo Ppwr imporrà tagli ai volumi fino al 15% entro il 2040.

Fonti

Fonti verificabili citate a supporto di questo articolo.

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