Aumento carburanti: il gasolio sale a 2,216 euro al litro mentre il Brent tocca i 108 dollari
Dati e scadenze di questo articolo si riferiscono alla situazione del 14 settembre 2026, data della fonte originale.
Il prezzo del carburante torna a gravare in maniera significativa sui costi d’esercizio di chi lavora quotidianamente su strada. Nella giornata del 14 settembre 2026, la rilevazione per il gasolio in modalità self service sulla rete stradale italiana ha raggiunto i 2,216 euro al litro, segnando un rincaro di 23 millesimi rispetto a venerdì. Il diesel supera così la benzina, attestata a 2,107 euro, mentre la modalità servito sale a 2,340 euro al litro, con quotazioni delle compagnie che toccano anche i 2,390 euro.
Questa spinta sui listini rispecchia l’andamento del greggio sui mercati internazionali. Il Brent ha aperto la giornata del 14 settembre a 108,13 dollari al barile (+2,9% rispetto alla chiusura precedente a 104,61 dollari), oscillando tra un minimo di 106,57 e un massimo di 108,47 dollari, quota che rappresenta il picco degli ultimi quattro mesi e fa seguito a una settimana già chiusa con rialzi superiori al 9%. Il Wti si è posizionato poco sotto i 103 dollari. Sulla fiammata incide la situazione geopolitica tra Medio Oriente e Mar Rosso: le azioni degli Houthi nello stretto di Bab el-Mandeb, gli attacchi con droni all’oleodotto saudita est-ovest che ne hanno causato la chiusura precauzionale, le condizioni poste dall’Iran sul transito nello Stretto di Hormuz e il calo delle scorte negli Stati Uniti. Sul medio termine, gli analisti di Goldman Sachs ipotizzano che il Brent possa superare i 120 dollari nel 2027 qualora i livelli produttivi del Golfo non dovessero riprendere a pieno regime.
Per gli operatori del trasporto e delle consegne, a metà settembre si avvicinava anche una scadenza fiscale: lo sconto di 17 centesimi sulle accise introdotto dal Decreto Legge 157/2026 era previsto in scadenza il 17 settembre. Sul piano comparativo, i dati europei del 7 settembre posizionavano l’Italia a 2,14 euro al litro per il gasolio, sopra la media UE di 2,107 euro e su valori analoghi a quelli dell’Austria. Se Paesi come Spagna, Slovenia e Croazia garantiscono prezzi inferiori, nazioni quali Francia, Germania, Paesi Bassi e Finlandia registrano costi alla pompa ancora più elevati.