Vai al contenuto principale
Courvia
Courvia
Richiedi accesso beta
Tutti gli articoli

Porto di Tremestieri: la Uil denuncia nuovi ritardi nei lavori per lo scalo dei mezzi pesanti

Courvia News 9 settembre 2026 2 min di lettura

I trasporti merci attraverso lo Stretto di Messina continuano a fare i conti con i prolungati ritardi infrastrutturali del porto di Tremestieri. Lo scalo, pensato appositamente per permettere ai veicoli industriali e ai mezzi pesanti di imbarcarsi evitando la rete stradale urbana di Messina, resta al centro delle preoccupazioni degli operatori della logistica.

La nuova denuncia è stata formulata da Ivan Tripodi, segretario generale della Uil Messina, che il 6 settembre 2026 ha criticato la gestione del commissario straordinario Francesco Di Sarcina e del sindaco Federico Basile. Secondo la rappresentanza sindacale, il completamento dell’opera non appare più inserito tra le priorità istituzionali, pur avendo già assorbito oltre cento milioni di euro di finanziamenti pubblici.

Nello specifico, la Uil chiede il ripristino del tavolo permanente di confronto attivato il 19 gennaio 2026 a Palazzo Zanca, ma mai più convocato. Il sindacato contestualmente rileva come il sindaco non abbia menzionato il cantiere della struttura nel bilancio dei primi cento giorni di mandato, un’assenza considerata rilevante data la funzione di stazione appaltante svolta dal Comune di Messina, a fronte dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto come ente beneficiario.

Gli ultimi dettagli tecnici diffusi risalgono allo scorso 27 giugno, quando il commissario Di Sarcina ha indicato che il cantiere si trovava a ridosso del 50% della produzione prevista, ufficializzando al contempo l’impossibilità di rispettare la cronoprogrammazione iniziale. Le lavorazioni registravano avanzamenti sul ripascimento costiero a nord, sulle celle della banchina di riva e sull’infissione dei pali per la diga foranea.

Il piano complessivo dell’infrastruttura prevede un raccordo diretto con il sistema autostradale, un’area di sosta e imbarco di 30mila metri quadrati destinata ai veicoli commerciali e alle autovetture, oltre a cinque accosti per navi traghetto oppure quattro per navi ro-ro. Per chi si occupa quotidianamente di autotrasporto e consegne lungo questa tratta intermodale, la mancata conclusione dei lavori prolunga l’impiego di percorsi alternativi e le criticità di attraversamento nello snodo dello Stretto.

Fonti

Fonti verificabili citate a supporto di questo articolo.